Il weird o weird fiction è un genere letterario che sfida la definizione stessa — e forse è proprio questa elusività la sua caratteristica più autentica. Nato a cavallo tra il XIX e il XX secolo, mescola horror, fantastico e soprannaturale in una modalità narrativa che non si esaurisce in nessuno dei tre, puntando a suscitare qualcosa di più profondo della semplice paura: uno sbigottimento cosmico, l’angoscia dell’inconoscibile.
Un genere difficile da definire
Dare una definizione univoca di letteratura weird è, paradossalmente, impossibile — e la difficoltà di definizione è essa stessa parte del suo DNA. Come scritto nel saggio La letteratura weird. Narrare l’impensabile di Francesco Corigliano, il weird è meglio descritto per via negativa: non è semplicemente il fantastico, non è l’horror, non è la fantascienza, non è il realismo magico, non è il surrealismo, non è il fantasy.
Per il critico S.T. Joshi, il genere abbraccia diverse branche e può essere catalogato a seconda dell’inclinazione verso l’horror, il fantasy, il sovrannaturale e persino la fantascienza, e che tali inclinazioni derivano da quelle estetiche e filosofiche, consce o no, dell’autore stesso. Lo scrittore China Miéville lo descrive come una narrativa macabra e stupefacente, più vicina al dark fantasy o all’horror fantasy che al fantasy tradizionale, riferendosi ad esso talvolta come alla “narrativa del tentacolo”.
Le origini: dal Proto-Weird ai Pulp
Sebbene il termine compaia solo alla fine del XX secolo, Edgar Allan Poe è indicato dalla critica come il vero precursore del genere, seguito da Sheridan Le Fanu. Alla fine dell’Ottocento, autori decadenti come Algernon Blackwood, William Hope Hodgson e Lord Dunsany scrissero opere che in seguito vennero associate al weird, in quello che oggi si chiama Old Weird o Haute Weird.
La narrativa weird raggiunse il grande pubblico grazie alla rivista pulp statunitense Weird Tales, pubblicata tra il 1923 e il 1954, che coniò il termine weird fiction per il materiale che ospitava. Su quelle pagine scrissero H.P. Lovecraft, Clark Ashton Smith, Fritz Leiber e Robert Bloch — autori rimasti indissolubilmente legati al termine.
Il contributo fondamentale di Lovecraft
Nessuno ha fatto di più di H.P. Lovecraft per teorizzare e codificare il weird. La sua definizione rimane la più citata:
“Il vero weird ha qualcosa di più di un omicidio segreto, ossa insanguinate o catene tintinnanti. Deve essere presente una certa atmosfera di terrore che lascia senza fiato, inspiegabile, forze esterne e sconosciute; e ci deve essere un accenno di quella concezione più terribile del cervello umano: una sospensione o sconfitta maligna e particolare di quelle leggi fisse della Natura che sono la nostra unica salvaguardia contro gli assalti del caos.”
Il cosmicismo lovecraftiano pone l’umanità come elemento trascurabile e impotente all’interno di un vasto universo popolato da forze oscure al di là della sua comprensione — visione che il critico Jeffrey Andrew Weinstock identifica come cuore del genere. I mostri del weird non sono vampiri o lupi mannari del folklore, ma creature aliene, tentacolari, provenienti dallo spazio profondo o dalle viscere della Terra, la cui sola esistenza mette in crisi la sanità mentale dei protagonisti.
Struttura narrativa tipica
Nei racconti weird, il protagonista è quasi sempre una persona comune che si scontra con un evento o una verità che trascende ogni comprensione razionale. La rivelazione finale porta invariabilmente alla morte o alla follia — non come punizione narrativa, ma come unica risposta logica di una mente umana di fronte all’inconoscibile. L’orrore non è mai del tutto spiegato, e questa ambiguità irrisolta è intenzionale: il genere è, secondo il critico Mark Fisher, fondato sull’idea che la realtà abbia una texture diversa da come la percepiamo, che ci sia sempre qualcosa che sbuca da un “altrove” radicalmente estraneo.
Tre elementi ricorrono quasi sempre:
- L’irruzione del soprannaturale nel reale, presentata come autentica e non metaforica
- L’inadeguatezza del linguaggio a descrivere l’entità o l’evento (l’aggettivo “indicibile” è quasi un emblema del genere)
- Il senso di frattura ontologica: la certezza che le leggi della realtà possano essere sospese da un momento all’altro
Dal Weird classico al New Weird
Il genere visse il suo apice negli anni ’30 e ’40, per poi decrescere fino agli anni ’80, quando una rinascita d’interesse ha dato vita al New Weird. Autori come China Miéville, Jeff e Ann VanderMeer e Clive Barker hanno riletto il weird in chiave contemporanea, ibridandolo ulteriormente con fantascienza, distopia e critica sociale.
Il New Weird si distingue dal weird classico per una maggiore consapevolezza politica e postcoloniale, per l’uso di ambientazioni urbane e industriali al posto dei paesaggi gotici rurali, e per una tendenza a mettere in discussione le stesse categorie del genere.
Il Weird in Italia
In Italia il weird ha trovato fertile terreno soprattutto nell’ultimo decennio, con editori come Edizioni Hypnos e NERO editions in prima linea nella pubblicazione di autori e saggi dedicati. Tra i nomi più rappresentativi del weird italiano contemporaneo spicca Luigi Musolino, con la sua tradizione di folk horror rurale ambientato in paesaggi provinciali lugubri, e autori come Lucio Besana e Claudio Kulesko, che esplorano rispettivamente il soprannaturale come crisi del linguaggio e l’”orrore astratto” legato all’ecopessimismo e alla condizione umana.
Un caso storico degno di nota: Giovanni Magherini-Graziani è l’unico italiano ad essere stato pubblicato sulla serie originale del pulp magazine Weird Tales, ancora oggi un primato.
Weird vs. Horror: le differenze chiave
| Aspetto | Horror tradizionale | Weird |
|---|---|---|
| Tipo di paura | Paura istintiva, emotiva | Sbigottimento cosmico, disagio intellettuale |
| Mostri | Folklore classico (vampiri, fantasmi) | Entità aliene, tentacolari, indefinibili |
| Risoluzione | Spesso catartica | Aperta, irrisolta, talvolta folle |
| Ruolo dell’umano | Protagonista centrale | Elemento trascurabile nell’universo |
| Atmosfera | Terrore immediato | Inquietudine profonda, perturbazione cosmica |
| Soprannaturale | Spiegato o sconfitto | Inconoscibile, non padroneggiabile |
Letture consigliate per iniziare
Se vuoi avvicinarti al genere, questi sono i titoli fondamentali:
- H.P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu e Le montagne della follia — il punto di partenza imprescindibile
- Thomas Ligotti, Songs of a Dead Dreamer — il weird filosofico e nichilista
- Jeff VanderMeer, Annientamento (trilogia Southern Reach) — il New Weird contemporaneo
- China Miéville, Perdido Street Station — weird urbano e politico
- Luigi Musolino, Un buio diverso — il weird italiano in chiave folk horror

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